BIO PROFILE: MARIO MARCOSANO

Sono nato in Sicilia, nel sudest dell’isola in una città chiamata Vittoria.

L’area in cui vivo è diventata molto popolare per l’eccellenza dei vini e per le ricchezze artistiche che qui si trovano: fra di esse i tesori barocchi della val di Noto che alcuni anni fa è stata inserita nella lista dei Siti Unesco. Vittoria è nota nell’area per l’architettura Liberty delle sue case.

……….(I was born in Sicily, south east of the island in a small town called Vittoria. The area I come from is becoming popular for the excellent wines and the great masterpieces of art: among whose the treasure of the Baroque valley of Noto, which a few years ago was added to the Unesco world’s heritage list.)

La mia città vive di agricoltura e le distese di terreni piani coltivati in serre contrastano con gli altopiani dell’area di Ragusa, dove I muretti a secco, gli alberi di mandorlo, olivo e carrubo sona una quinta perfetta per i set di film e uno scenario amato dai tanti viaggiatori innamorati di un nuovo spirit rurale e modo di viaggiare. Qualcuno all’estero chiama la mia terra la nuova Toscana…Una terra che guarda al mare africano, pronta in ogni periodo dell’anno a sorprenderti con il profumo di Zagara (il fiore dell’arancia), le spighe ondeggianti di Aprile mosse dal primo vento caldo di “scirocco” o con le acque limpide e azzurre che si adagiano sulle sabbiose spiagge a luglio.

……….(My town lives of agriculture and the extended flat cultivated lands in greenhouses contrasts with the plateau of Ragusa area, where the dry stone walls, the almond, olive and carob trees are a perfect background for many movies, fiction and new travelers -lovers of a new rural spirit and way of traveling. The new Tuscany, someone called my land. A land overlooking the African sea which any time of the year will surprise you with the scent of Zagara flower (orange in blossom), the waving spikes in April blown by the warm wind “scirocco” or the crystal clear water which touch the golden sandy beaches in July…)

Fin da bambino, a scuola elementare, spendevo la maggior parte del mio tempo a guardare ed imparare da un grande Atlante, facevo schizzi di mappe e luoghi del mondo e partecipavo a scuola alle tante piccole competizioni che la maestra ci sottoponeva in geografia e in cui ero imbattibile, tanto che la maestra mi chiamava “il piccolo geografo.” Sarebbe stato chiaro per me che un giorno avrei visitato, ad oggi, circa 120 paesi del mondo per piacere o per lavoro a bordo di navi da crociera, come conferenziere di bordo o sui bus in giro per l’Europa nella mia attivita di Tour Manager.

………(Since I was a child from the primary school, I spent most of my time learning the Atlas, drawing maps and world landmarks and participating at the school to the many geography quizzes where I was unbeatable and my teacher called me “the little geographer”.

It was clear to me that one day I would have visited, today, more than 115 countries for leisure or for my job on board cruise ships which has been a secondary activity when not covering land tours as a free lance.)

I miei genitori di origini semplici e umili erano carabiniere papa e mamma casalinga. Mi hanno sempre lasciato la libertà di fare le mie scelte e di seguire I miei sogni di viaggiare e conseguire un ottimo livello di istruzione.Ho studiato all’Università di Catania e acquisito una laurea in “Lingue e Letterature straniere” (Inglese e Spagnolo). I miei genitori da sempre desideravano che diventassi un insegnante al fine di avere un lavoro sicuro e uno stipendio mensile assicurato, stando dietro una cattedra, tipico della mentalità Italiana e più particolarmente di quella del Sud. Ben presto, realizzai comunque che desideravo qualcosa che si muovesse sotto i miei piedi: un’auto, un treno, una nave, un aereo, un bus…magari con un microfono sotto il mento!

………..(My parents from a genuine and humble origin were a carabiniere (policeman) and a housewife, always leaving me the liberty to achieve my dreams in traveling and getting a good education. I studied at the University of Catania and got a degree in foreign language and literature (English and Spanish). They always wished me to become a teacher in order to get a secure job, “a state job”, which guarantees you a monthly salary and chair to seat behind a desk, typical southern Italian parents mentality. But soon after I realized I always need something, which moves, under my feet: a car, a train, a plane, a ship and eventually a bus with a microphone under my chin!)

 

Lavorare con persone che viaggiano mi ha dato un impulse nuovo a studiare ed approfondire la conoscenza del mio territorio e trasferire ai miei ospiti punti di vista diversi dagli stereotipi, impegnandomi a fare scoprire la mia terra attraverso gli occhi di un native. All’inizio non immaginavo quanto arricchente potesse essere la filosofia dell’imparare e scoprire non solo per me, ma soprattutto per i miei ospiti. Insegni, condividi, mostri qualcosa con occhi diversi, ma impari tantissimo dalle tante storie che viaggiatori intelligenti ed esperti hanno da condividere con te mentre siedi la sera sorseggiando un buon vino Cerasuolo di Vittoria o un bicchiere di Marsala al tramonto mentre leggi un libro.

……..(Working with travelers gave me a new impulse to study more about my land and provide my guests a new challenging point of view, committed every day to show my Sicily with the eyes of a native. I did not imagine at the beginning how enriching was the philosophy of learning and discovery for the guests and first of all for my self on top of everything. You teach, you share, you show something with different eyes, but you also learn a lot from the many stories that each intelligent travelers bring along and are willing to share with you sitting in the evening, sharing a good glass of marsala wine or my red wine Cerasuolo di Vittoria.)

Quando viaggio con i miei ospiti li invito spesso a togliere via gli occhiali scuri dei pregiudizi comuni che possono aver preso da film, libri e tante ideee stereotipate sulla Sicilia e i Siciliani.Non sono certo indulgente verso la mia terra e i tanti Siciliani indolenti, ma non temo di condividere aspetti controversi della mia isola in modo onesto, dicendo le cose così come stanno. Quando mi fanno domande difficili o imbarazzanti sulla mia terra, mi piace sempre rispondere: “ volete che vi compiaccia e vi dica cosa vi piacerebbe sentire oppure vi racconto le cose come penso che siano…?”Conoscendo bene i miei viaggiatori la risposta è ovvia e alllora si schiude la barriera emotiva che apre i miei ospiti a scoprire una Sicilia nuova e diversa, ben lontana dagli stereotipi…

………(When I travel with my guests I always invite them to put aside the dark sunglasses that common prejudices might have developed through movies, books and stereotyped wrong ideas about the essence of Sicily and Sicilians. I am not indulgent to my land and the laziness of some Sicilian, but I am not afraid to share the controversial aspects of my land in a very honest way, telling the things the way they are. When they keep asking me difficult or embarrassing questions, I always say to my guests: do you want me to please you or tell you the way I think they are?Knowing well our travelers, the answer is obvious an so it’s time for me to show my guests a new Sicily, so faraway from the stereotypes…)

 

Nel mio lavoro mi piace mostrare la mia terra allo stesso modo in cui starei portando degli amici in giro, proprio come potrei immaginare alcuni di loro portarmi un giorno in macchina a conoscere i luoghi in cui essi sono nati ed hanno vissuto e mi racconterebbero le loro storie.

……..(In my job I aim to show Sicily as if I were taking to some friends, the same way some friends from anywhere overseas would love to bring me in their car and tell me their “stories”.)

Sono convinto che i miei ospiti-viaggiatori apprezzino il modo di condividere la Sicilia con loro.

………(I believe my travelers like my way of sharing my Sicily with them.)

Amo mescolare divertimento e conosenza nei miei viaggi. Le persone vogliono divertirsi, rilassarsi e apprendere della cultura locale. Cosa c’è di meglio, a volte, che organizzare una partita a scopa per imparare cosa fanno i nostri saggi anziani che siedono sulle panchine della piazza del paese? Che divertimento vedere i miei ospiti indossare la coppola, il tipico copricapo nero mentre discutono sui trucchetti silenti del gioco, mentre le mogli fanno le foto e gli uomini dissertano ancora sul significato della parola Scopaaaa…quando l’ultima carta è presa…? E molto di più puo’ essere aggiunto al divertimento quando vengono fuori delle lezioni sulla gestualità dei Siciliani…

………. (I love to mix fun and education in my trips. People want to have fun and relax and learn about the local culture. What about organizing a “scopa game” (Sicilian decker card game) to learn what retired Sicilian gentleman do sitting on the benches of the main square? How much fun to see my guests wearing the typical coppola cap and arguing about the tricks while the ladies take a picture of the busy men gossiping about the double meaning of the words itself scopaaaaa…! Much more fun can be added when everybody has learned how to speak Sicilian just by using the hands or quick gestures…!)

 

 

 

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