CONTROLLO E CONFUSIONE

CONTROLLO E CONFUSIONE

Esiste il buon controllo e il cattivo controllo. La differenza è la stessa che corre tra la certezza e l’incertezza. Il buon controllo è sicuro, inequivocabile, prevedibile. Il cattivo controllo è insicuro, variabile e imprevedibile. Con il buon controllo si può essere sicuri, con il cattivo controllo non si è mai sicuri.

Un caporeparto che oggi faccia rispettare una regola e domani no, che faccia obbedire Gianni ma non Mario, sta esercitando un controllo scadente. La conseguenza diretta di tale comportamento saranno incertezza e insicurezza, a prescindere dalle sue qualità personali.

Visto che può esistere una gran quantità di controllo incerto e stupido, alcuni cominciano a credere che ogni tipo di controllo sia negativo. Ma questo è molto lontano dalla verità. Se si vuole mettere ordine nelle confusioni il controllo è necessario. Per fare una qualsiasi cosa bisogna essere capaci di controllare le cose, il proprio corpo e i propri pensieri, almeno in una certa misura.

Una confusione potrebbe essere chiamata casualità incontrollata. Soltanto chi riesce a esercitare un certo controllo su tale casualità può risolvere le confusioni. Al contrario, chi non riesce a esercitare controllo le genera.

La differenza tra buon controllo e cattivo controllo diventa così più evidente. La differenza tra il buon controllo e quello scadente sta nel livello di controllo che viene esercitato. Un controllo perfetto è inequivocabile risulta prevedibile agli occhi degli altri; perciò è buono. Un controllo ambiguo e sciatto risulta imprevedibile, di conseguenza si tratta di cattivo controllo.

Anche l’intenzione ha qualcosa a che fare col controllo; il controllo può essere utilizzato per scopi costruttivi o distruttivi, ma scoprirete che quando l’intenzione è rivolta verso fini dannosi, si userà cattivo controllo.

Dunque l’argomento della confusione è molto vasto. Potrebbe sembrarvi abbastanza strano che l’obiettivo di questo discorso sia proprio la confusione, ma vi renderete conto che si tratta di un ottimo denominatore comune per tutto ciò che considerate malvagio nella vita. Se una persona riesce a dominare le confusioni, la sua attenzione è libera di rivolgersi ad attività costruttive.

Perciò come prima cosa, impariamo a togliere di mezzo le confusioni.

Scopriremo che questa è una cosa piuttosto semplice. Quando tutte le particelle sembrano in movimento, fermatene una e osservate come si muovono le altre rispetto a questa; vedrete che a quel punto la confusione cala. Quando una particella è stata adottata come dato stabile, le altre possono essere rimesse in riga. In tal modo un’emergenza, un’apparecchiatura, un lavoro, o la vita stessa possono essere esaminati e compresi e si può essere liberi.

Tratto da “Come affrontare il lavoro” di L.R.H.

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